
La storia del Rwanda moderno si basa sulla lotta dell’emancipazione, soprattutto violenta, del popolo Hutu, maggioritario, verso il popolo Tutsi che lo dominava, minoritario. All’interno di questa lotta di inserisce la lotta per l’indipendenza dal Belgio. Nel 1959 scoppia la Muyaga Rwanda, la Rivoluzione Hutu, appoggiata dal governo coloniale belga e dalla Chiesa cattolica dominata da sacerdoti valloni, provocò durissimi scontri tra le due etnie, provocando i primi esodi dei Tutsi verso i paesi vicini. Nel 1962 il Ruanda divenne indipendente, governato dalla maggioranza Hutu che iniziò una politica discriminatoria verso la popolazione Tutsi, quasi 300.000 fuggirono dal paese. Nello stesso anno i Tutsi cercarono di riprendere il potere attraverso la creazione di gruppi armati, i cui componenti furono chiamati INYENZI. Nel 1963, gli INYENZI invasero il Ruanda, il Natale Rosso. La sconfitta dei ribelli Tutsi provoca il primo eccidio, i morti furono tra i 14.000 e i 20.000. Questi rimi massacri passarono quasi inosservati, a parte la Chiesa cattolica nessuno protestò verso il governo Hutu di Kayibanda. Era soltanto il preludio dei successivi genocidi.
