
Questo studio ricostruisce l’evoluzione politica del Corno d’Africa tra la fine della Seconda guerra mondiale e l’indipendenza della Somalia nel 1960. Attraverso l’analisi delle relazioni tra Gran Bretagna, Italia, Etiopia, Egitto, Stati Uniti e Nazioni Unite, il lavoro esamina la nascita del nazionalismo somalo, il progetto della Grande Somalia, la questione dell’Ogaden e dell’Haud, il ruolo della Somali Youth League (SYL) e il ritorno dell’Italia attraverso l’Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia (AFIS).
Particolare attenzione è dedicata agli eventi che segnarono il difficile percorso verso l’indipendenza: il Piano Bevin, gli incidenti di Mogadiscio del 1948, le tensioni tra nazionalismo somalo e interessi coloniali, le influenze egiziane nel Corno d’Africa e i rapporti con l’Etiopia di Hailé Selassié. Lo studio analizza inoltre la formazione delle istituzioni politiche somale, le elezioni degli anni Cinquanta e le questioni territoriali che avrebbero continuato a influenzare la storia della Somalia anche dopo il 1960.
L’obiettivo è offrire una lettura storica che colleghi le dinamiche interne della Somalia ai più ampi equilibri geopolitici della Guerra Fredda e della decolonizzazione africana, evidenziando come molte delle tensioni contemporanee del Corno d’Africa affondino le proprie radici negli eventi del periodo 1943-1960.
